La vita quotidiana di un expat italiano a Bangkok.
Aggiornamento rapido di i Viaggi della Tartaruga perché viaggiare è vivere e ogni momento della vita è un viaggio, dentro se stessi o nel mondo
Parto dal presupposto che “tempo e denaro” sono per me prioritari quando devo decidere come spostarmi a Bangkok.
Il traffico è un altro ottimo motivo che mi spinge a scegliere gelidi vagoni ferroviari con la gente ammucchiata soprattutto nelle ore di punta piuttosto che starmente comodamente seduto in un taxi (che qui in Thailandia con il tassametro -il mio best friend Taxi Meter - sono comunque “economici”).
Questa è la mappa integrata dei vari mezzi di trasporto pubblici disponibili a Bangkok:
Andiamo per ordine:
la doppia linea “blu-rossa” indica le 2 linee di Airport Link che dall’Aeroporto Internazionale di Suvarnabhumi portano in città, connettendosi sia alla metro (MRT) che allo skytrain (BTS)
la linea azzurra sottile è il tragitto dell’unica metro sotterranea di Bangkok. Si congiunge allo skytrain in 3 punti: Chathuchak Park (dove c’è il JJ Market-Mo Chit per la BTS), Sukhumvit (Asok per la BTS) e Si Lom (Sala Daeng per la BTS)
le 2 linee verdi sono la Silom Line (verde scuro) e la Sukhumvit Line della BTS (nota anche come Skytrain - treno urbano soprelevato). Le 2 linee si intersecano alla fermata Siam
la sottilea linea gialla rappresenta il (relativamente) nuovo sistema di bus su corsie preferenziali BRT (Bus Rapid Transit) che si collega alla BTS all’altezza di Chong Nonsi
i numerini sparsi a destra e sinistra di quello che intuitivamente è un fiume (il Chao Phraya) rappresentano i numerosi moli del Chao Phraya Express, un comodo ed economico sistema di vaporetti - ai quali si aggiungono imbarcazioni private e barche per il semplice attraversamento del fiume
la linea rosa tratteggiata (quasi impercettibile in questa immagine) è quello che sarà la futura (speriamo presto) SRT Red Lines, una ulteriore linea di treni soprelevati pianificata nel 2009 di cui si sono perse le notizie
Su itunes potete trovare anche un’utile applicazione con la mappa dei trasporti (se avete iPhone, ovviamente!), app gratuita…
A tutto questo si aggiungono taxi, tuk tuk, moto-taxi, autobus, scooter… Ma io, se posso, preferisco camminare!
Sarà forse per colpa dell’età ma credo di aver viaggiato più di quanto la mia memoria ricordi e spesso mi ricordo di posti in cui in realtà non ho viaggiato
Andrea in Thailandia
Leggere attentamente le indicazioni… ma non sul foglietto illustrativo! Non sto infatti parlando di farmaci o medicinali ma semplicemente delle indicazioni alle stazioni della linea ferroviaria ARL (Airport Rail Link).
Recentemente ho fatto praticamente il pendolare con l’Aeroporto Internazionale di Suvarnabhumi e ho avuto modo di sfruttare il comodissimo servizio di collegamento attivato solamente un anno fa (agosto 2010). L’unico rischio è di non prendere il treno che vorremmo!

Il servizio si compone solamente di 2 linee:
- City Line
- Express Line
Entrambe hanno gli stessi capolinea ovvero Phaya Thai dentro Bangkok e l’Aeroporto Suvarnabhumi. Ma allora che differenza c’è?
La City Line impiega da un estremo all’altro 30 minuti, effettuando 8 fermate e costa solamente 45 baht a persona.
L’Express Line impiega invece solo 17 minuti per compiere lo stesso tragitto, effettuando una sola fermata intermedia a Makkasan (dove si connette con l’MRT) e costa praticamente il doppio (90 baht).
La confusione nasce essenzialmente dal fatto che i 2 treni pur partendo dalle stesse stazioni hanno biglietterie separate e ingressi ai binari diversi.
Arrivando a Bangkok l’ingresso all’ARL in aeroporto si trova al livello B. La biglietteria per la City Line si trova, scendendo, alla destra del Box Informazioni mentre quello della Express Line sulla sinistra.
Arrivando invece a Phay Thai (dove c’è il comodo interscambio con la BTS - omonima stazione) dopo aver fatto l’arrampicata con la scala mobile (sperando che non sia rotta), la prima biglietteria sulla sinistra è quella per la City Line mentre quella più distante - dritto per dritto alla scala mobile - è quella per l’Express Line.
Ma non potevano fare una biglietteria integrata unica in grado, fra l’altro, di indicare quale sia il prossimo treno in partenza? Sembra di essere in Italia dove le cose semplici bisogna trovare il sistema di complicarle, altrimenti, che gusto c’è?
Altre informazioni le ho già scritte nel post sulla “mappa integrata dei mezzi di trasporto” e su quello sull’”aeroporto”.
Sii Flessibile. In ogni viaggio si presenta qualche inconveniente, pur piccolo che sia. Può essere un ritardo, un cambio di programma, uno sciopero, ecc… Un programma di massima va bene, ma impazzire perchè un ritardo del volo che non ti permette di fare una delle cose programmate è sbagliato. Se ti capita l’imprevisto adattati, trasformati e goditi comunque il fatto che stai viaggiando.
Cristiano (Viaggio Vero)
Quale modo migliore può esserci di trascorrere la domenica se non quello di fare il turista nella città in cui si vive? Andare a spasso per Bangkok può sempre riservare piacevoli sorprese o scoperte interessanti.
Domenica la meta sono state il Grand Palace e Wat Phra Kaeo (il Tempio del Buddha di Smeraldo) insieme ad un amico cambogiano per la prima volta turista in Thailandia.
Il Grand Palace visto da Wat Arun
L’avventura è iniziata ovviamente con il viaggio, lento e rilassato sul Chao Phraya, il fiume che si snoda dentro Bangkok. Dal molo Central Pier, (facilmente raggiungibile con la BTS -Skytrain- dalla stazione Saphan Taksin) con soli 15 baht (prezzo recentemente aumentato di ben 1 baht) usando il Chao Phraya Express si raggiunge in circa 30 minuti il Grand Palace. Dallo stesso molo partono anche i battelli privati Long-Tail Boat e i vaporetti del Chao Phraya Tourist Boat che sono più cari.
Arrivato al Maharaj Pier seguendo il flusso della gente si arriva facilmente al complesso monumentale del Grand Palace.
ATTENZIONE:
- lungo il tragitto diverse persone tendono ad avvicinate i turisti dicendo che il palazzo è chiuso… non fidatevi… l’ultimo ingresso è consentito alle 15.30 (il complesso chiude alle 16.30)
- prima di entrare molti venditori vi avviseranno che non è possibile accedere in pantaloncini corti e canottiera e cercheranno di vendervi l’abbigliamento adeguato… con un deposito di 200 baht all’interno del palazzo vi daranno quello che vi serve per essere decorosamente ammessi alla visita del complesso monumentale, con denaro puntualmente restituito all’uscita
- il biglietto d’ingresso per i non tailandesi è di 400 baht
Grand Palace
Venne costruito tra il 1782 e il 1784 quando Re Rama I trasferì la capitale da Thonburi a Bangkok. Il complesso era in origine costruito in legno fatta eccezione per la Sala dell’Ordinazione del Tempio del Buddha di Smeraldo. Questa è considerata come il più sacro tempio buddhista (wat) di tutta la Thailandia.
Wat Phra Kaeo
In realtà il Tempio del Buddha di Smeraldo (con il più grande Buddha in giada dell’Asia) è noto come Wat Phra Kaeo e il Grand Palace è la residenza ufficiale dei re di Thailandia anche se in pratica la vera residenza si trova in zona Dusit.
Ri-guardare il mondo che conosciamo attraverso gli occhi estasiati e sorpresi di chi per la prima volta fa esperienza della nostra “normalità” è motivo di perenne giovinezza… ecoo perchè non mi stanco di accompagnare a spasso gli amici!
Andrea in Thailandia
Vi è mai capitato di vedere la stessa scena, praticamente identica tutti i giorni, e realizzare all’improvviso che si tratta ogni volta di qualcosa di straordinario a cui non avevamo prestato attenzione?
Fermata BTS Chong Nonsi
Quasi ogni mattina prendo lo stesso treno alla stessa ora dalla stessa stazione. Quasi ogni mattina vedo le stesse facce assonnate lottare per conquistarsi un posticino all’interno del vagone affollato. Quasi ogni mattina la stessa guardia che sorride ad ogni passeggero che varca l’ingresso alla stazione e lo stesso ragazzo che cerca di darmi la rivista gratuita in tailandese. Una routine che si ripete per me come per altre centinaia di persone.
Ma oggi questa “ogni mattina” si è colorata di tinte diverse. Non mi riferisco ai colori di una mattinata dal cielo sereno con il sole che si riflette sulle facciate dei grattacieli e neppure al vestito verde ramarro della signora oramai in menopausa che a tutti i costi vuole fare la modella per una patinata rivista di moda. Non mi riferisco neanche al colore del rossetto della trans che come una qualsiasi altra impiegata è pronta per sedersi alla sua scrivania e rispondere alle telefonate dei clienti di una qualsiasi delle aziende di questo paese dove la diversità è vissuta con meno astio.
Un passo indietro. Quella guardia sorridente. Anonima. La dovessi vedere in un altro contesto probabilmente non la riconoscerei. Forse non è neppure la stessa persona ogni mattina. Oggi ha fatto la differenza senza fare nulla di diverso da quello che fa ogni giorno.
Bastone bianco per non vedenti
Oggi la stessa scena, all’improvviso, l’ho vista e ho avuto l’ennesima conferma che la Thailandia, nonostante sia generalmente considerata come un paese in via di sviluppo, ha davvero molto da insegnarci. Uno dei tanti non vedenti che ogni giorno usufruisce gratuitamente del servizio BTS. Qualcuno, un passante qualsiasi, lo aiuta ad arrivare al cancello d’ingresso; qui la guardia sorride pur sapendo che il suo sorriso non verrà visivamente percepito e prende in custodia il non vedente; lo accompagna alla piattaforma ed attende che arrivi il treno; lo aiuta a salire nel vagone affollato; poi con la sua radiotrasmittente comunica al collega della stazione dove il non vedente deve scendere che sta arrivando qualcuno di speciale che necessita d’aiuto. All’arrivo la guardia, non la stessa ma con lo stesso sorriso, è già lì ad attendere. E così via di disabile in disabile, giorno dopo giorno, treno dopo treno. Un sistema semplice, fatto di premura in un paese dove le infrastrutture di certo non tengono in considerazione i diversamente abili, dove anche entrare in un ufficio pubblico con una sedia a rotelle può essere impossibile. Un sistema fatto di persone e non di leggi e norme.
Ecco, oggi ho sorriso pensando che sono le persone a fare la differenza! Non sono i soldi del fatturato di un paese a dare a questo il diritto di mettersi su un piedistallo e sentirsi superiore. Siamo noi a fare la differenza! Oggi in realtà è un “ogni mattina” in cui mi sono sentito fortunato.
La Thailandia non è fatta per turisti per caso: si deve scegliere di venire qui consapevoli di dove si è diretti!
Andrea in Thailandia
Scrivo solo poche righe che nascono da una discussione su un forum di viaggi . Qualcuno ha chiesto da dove scattare delle belle foto panoramiche di Bangkok. Non potevano non essere nominati i classici hotel con ristoranti panoramici come il Bayoke Sky Tower, il Vertigo & Moon Bar del Banyan Tree Hotel e lo Scirocco (potete leggere di più proprio alla pagina della discussione), tutte location sicuramente degne di uno scatto!
Ma oltre alle 3 indicate nel forum voglio condividere altri 2 punti da cui scattare bellissime foto della linea d’orizzonte di Bangkok, fra l’altro senza preoccuparsi dell’abbigliamento o di poter piazzare il treppiedi per sfruttare al massimo le caratteristiche della nostra macchina fotografica.
La prima è dal ponte Saphan Taksin su Thanon Sathon Nuea ovvero il ponte a 3 vie (automobilistico, dello Skytrain-BTS e pedonale) che attraversa il Chao Phraya non lontano dallo Scirocco.
Foto scattata dal ponte al tramonto
Il ponte pedonale è raggiungibile facilmente tramite una scala che sale dal molo Sathon Fang Phan Nakhon o mediante la scala che sale dal campo da calcetto che si trova sull’altra sponda del fiume, all’altezza del molo Tak Sin Cross River Ferry. I 2 moli sono collegati da un battello che costa solamente 3,50 baht in modo tale che potete fare l’andata o il ritorno via fiume senta ripercorrere a piedi il ponte. Sia al tramonto che subito dopo, nelle giornate serene e con poca umidità, si hanno dei colori e delle tonalità calde, con la vista dei battelli che viaggiano su e giù per il fiume e dei grattacieli che iniziano ad illuminarsi.
Altro scatto particolare è quello possibile da dentro il treno metropolitano meglio noto come Skytrain. A dire il vero questo treno soprelevato offre diversi punti d’osservazione meritevoli di un fugace scatto ma credo che lo skyline più particolare sia quello offerto in un punto preciso del tratto che sulla Silom Line si trova fra le stazioni Sala Daeng e Ratchadamri.
Effetto a “nido d’ape” evitabile solo prendendo un treno privo degli adesivi con pubblicità; il riflesso della luce non si ha se il vetro non diventa uno specchio sempre per la presenza della pubblicità
Per poter effettuare una bella foto dovrete forse fare il tragitto 2 o 3 volte (tanto si paga solo un viaggio visto che si può prendere il treno in direzione opposta senza dover uscire dalla stazione):
- innanzi tutto dovrete scegliere un treno che non sia completamente ricoperto da pubblicità - in modo tale che i finestrini non siano parzialmente oscurati dagli adesivi
- l’orario migliore è fra le 17 e le 18,30
- dovrrete guardare verso destra (in direzione di marcia del treno) se partite da Sala Daeng verso Siam e se verso sinistra se il treno è diretto nell’altro senso
- in prossimità della stazione Sala Daen il treno fa una leggera curva e la posizione è perfetta per avere il Lumpini Park con sullo sfondo alcuni dei grattacieli più moderni e alti di Bankok
Sembra una banalità e l’unico motivo che lo dico è per essere pronti: mi è capitato diverse volte di vedere turisti cercare all’ultimo momento di immortalare il panorama perchè notevole di attenzione ma non riuscirci visto che comunque il treno prosegue la sua corsa e si ha una manciata di secondi per fare uno scatto degno di essere poi conservato (ovviamente privo di tutti i difetti di quello da me usato come esempio).
A cosa serve una grande profondità di campo se non c’è un’adeguata profondità di sentimento?
Eugene Smith

Statua della collezione privata esposta alla Jim Thompson’s house
Non mi riferisco alla statua della fotografia ma al museo in cui è conservata, al mio rifugio, al luogo in cui vado regolarmente senza stancarti, all’angolo di Bangkok dove trovare ristoro dal rumore del traffico e dai turisti frettolosi, dove accompagno volentieri chi viene a Bangkok e mi chiede di visitare qualcosa di diverso dai soliti templi: la Jim Thompson’s House. Forse la descrizione ad alcuni potrà sembrare esagerata ma per me questo è quello che rappresenta, al di là dell’importanza del museo in sè.
Di Jim Thompson e della sua storia ne ho parlato già in diverse occasioni e domenica ho deciso di rinfrescarmi la memoria e concedermi una passeggiata nel giardino di questa bellissima casa in Tek al centro di Bangkok.
Al mio arrivo un’insolita sorpresa: un uomo in abiti tradizionali tailandesi stava facendo bollire dei bozzoli di seta per ricavarne i preziosi fili da cui poi verranno prodotte le tanto famose stoffe di questo paese.
Lavorazione artigianale della seta
Alla scomparse di Jim Thompson tutti i suoi averi e possedimenti vennero convertiti in museo e venne istituita una Fondazione Jim Thompson. Questa si prefigge diversi obiettivi fra cui conservare la casa come museo d’arte aperto al pubblico, al fine di far conoscere e capire l’arte e la cultura tailandese, svolgere attività didattiche e di ricerca per il miglioramento dell’industria tessile tailandese, di organizzare incontri e dibattiti e di contribuire allo sviluppo di comunità locali impiegate nella lavorazione artigianale della seta. Io che ho avuto il privilegio di vedere la mamma di Noom lavorare al telaio so come in certe zone rurali della Thailandia alcuni lavori stiano lentamente scomparendo perchè le nuove generazioni sono attratte da guadagni più facili e avere un’ente importante come la Fondazione Jim Thompson può in qualche modo garantire un miglioramento delle condizioni di vita delle piccole comunità e la sopravvivenza di questi mestieri artigianali mal retribuiti.

Foto dell’interno della casa scattata dall’esterno come richiesto dal regolamento per i visitatori
All’interno della casa-museo potrete trovare anche un grazioso e non troppo caro ristorante e uno dei punti vendita dei prodotti in seta del marchio Jim Thompson.
- Arrivare è semplicissimo: il vicolo di Soi Kasemsan 2 su Rama 1 Road (dal lato opposto della strada rispetto al centro commerciale MBK) si trova ai piedi dell’uscita n° 1 della fermata BTS National Stadium e l’ingresso alla casa-museo si trova in fondo al vicolo sulla sinistra.
- L’orario d’apertura è tutti i giorni dalle 9 del mattino alle 5 del pomeriggio.
- Ingresso e visita guidata costano solamente 100 baht.
Un’opera d’arte non si realizza con le idee, ma con le mani.
Cent clés pour Picasso